Bilancio di sostenibilità - Sviluppi normativi e nuovi obblighi per le aziende

10/11/2022

Il 21 Aprile 2021, la Commissione europea ha pubblicato la nuova proposta di Direttiva CSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive - relativa all’obbligo di redazione del Report di sostenibilità.
La Direttiva estende la propria applicazione alle Grandi Imprese secondo la normativa comunitaria, ed alle le PMI quotate, estendendo il campo di applicazione  dalle 200 attualmente soggette alla  Direttiva NFRD) alle circa 6.000 future, solo in Italia.  
Ricordiamo che per Grande Impresa si intende una entità, comprendendo nel conteggio le società controllate e collegate in forma qualificata, che risponda almeno a 2 dei 3 seguenti requisiti:
  • 250 dipendenti annui;
  • 20 milioni di euro di attivo patrimoniale;
  • 40 milioni di euro di fatturato
Per le PMI non quotate resta ancora la possibilità di redigere il Report di sostenibilità in forma del tutto volontaria, avvalendosi della possibilità di dimostrare l’impegno e l’impatto generato in termini sociali ed ambientali.
In dettaglio, riportiamo i termini di inizio applicazione dell’obbligo di rendicontazione, suddiviso per scaglioni e tipologia di impresa.
Dal:
  • 1° gennaio 2024 (Report esercizio 2024): obbligatorio per le società già soggette alla direttiva sull’informativa non finanziaria (società del settore finanziario e imprese con imprese di grandi dimensioni che costituiscono enti di interesse pubblico e che, alla data di chiusura del bilancio, presentano un numero di dipendenti occupati in media durante l'esercizio pari a 500)
  • 1° gennaio 2025 (Report esercizio 2025): obbligatorio per le Grandi Imprese secondo la definizione comunitaria, che attualmente non sono soggette alla direttiva NRFD sull’informativa non finanziaria;
  • 1° gennaio 2026 (Report esercizio 2026) obbligatorio per le piccole e medie imprese quotate, gli enti creditizi di piccole dimensioni e non complessi e alcune imprese di assicurazioni
Al tal proposito, l’EFRAG - European Financial Reporting Advisory Group- su richiesta della Commissione europea, si è già messo al lavoro per la preparazione di standard comuni di rendicontazione, offrendo un parere tecnico per la elaborazione del Report di sostenibilità aziendale: l’attività di definizione dovrà essere ultimato entro la metà del 2023.

Una delle disposizioni chiave della proposta della Commissione è infatti che le aziende interessate riferiscano le informazioni non finanziarie in conformità a standard europei adottati dalla Commissione come atti delegati, gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards), al fine di avere dati solidi e comparabili per sostenere il successo delle politiche pubbliche sostenibili, delle strategie aziendali sostenibili e degli obiettivi di finanza sostenibile.

Nel quadro sempre maggior di integrazione degli standards da utilizzare per la redazione del Report di sostenibilità, il 5 ottobre scorso il Global Reporting Initiative – GRI, ha inoltre lanciato la revisione dei GRI Standards, introducendo diverse novità che entreranno in vigore il 1° gennaio 2023.
Bilancio di sostenibilità - Sviluppi normativi e nuovi obblighi per le aziende
Progesa ha dato vita ad ECONUP, il metodo di lavoro articolato su 4 fasi operative, coerenti agli standard internazionali GRI Index e ai 17 obiettivi di Sostenibilità ONU.
Si propone di dotare l'Azienda di autonomi strumenti di gestione e controllo del  programma ESG.
Ha l’obiettivo di valorizzare le caratteristiche di sostenibilità dei prodotti e servizi anche ricorrendo agli standard di certificazione.

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