Burnout e benessere organizzativo: dalla prevenzione al rilancio

RELATORI CAMILLA MARMIROLI E LUCA PECORARI

15/10/2026

1. Dallo stress lavoro-correlato al burnout: comprendere il confine 

· Lo stress come risposta fisiologica e adattiva alle richieste dell'ambiente.

· Quando la pressione può essere funzionale alla prestazione.

· Quando lo stress perde la sua funzione adattiva e diventa cronico.

· Sovraccarico, mancanza di recupero, scarsa autonomia, conflitto di ruolo e perdita di senso.

· Differenza tra:

o stress; stanchezza; sovraccarico temporaneo; burnout.

· Il burnout come processo progressivo e non come evento improvviso.


 

2. Le tre dimensioni del burnout

Esaurimento emotivo.

Progressiva sensazione di non avere più energie sufficienti per sostenere le richieste lavorative.

· Affaticamento mentale ed emotivo: Difficoltà a recuperare.

· Irritabilità

· Riduzione della concentrazione.

· Sensazione di essere "svuotati".

Depersonalizzazione

· Progressivo distacco emotivo dal lavoro e dalle persone.

· Cinismo.

· Freddezza relazionale.

· Irritabilità.

· Riduzione dell'empatia.

· Tendenza a vivere persone, clienti o collaboratori come problemi anziché come individui.

· Lavorare sempre più "in automatico".

Ridotta realizzazione professionale

· Progressiva perdita della percezione di efficacia e del valore del proprio contributo.

· Sensazione di non essere più capaci come prima.

· Riduzione della soddisfazione professionale.

· Perdita di motivazione.

· Percezione di inutilità del proprio lavoro.

· Disinvestimento.

 

3. I segnali precoci: riconoscere il burnout prima del burnout

Segnali cognitivi

· Difficoltà di concentrazione.

· Indecisione.

· Errori insoliti.

· Riduzione della creatività.

· Pensiero continuamente centrato sul lavoro.

Segnali emotivi

· Irritabilità

· Frustrazione.

· Perdita di entusiasmo.

· Cinismo.

· Sensazione di impotenza.

Segnali comportamentali

· Iper-lavoro.

· Riduzione delle pause.

· Isolamento.

· Disinvestimento.

· Maggiore conflittualità

Segnali organizzativi

· Assenteismo e presenteismo.

· Turnover.

· Errori.

· Conflitti.

· Riduzione della collaborazione.

· Calo dell'iniziativa.


 

4. Il costo invisibile: quando il burnout diventa un problema organizzativo

· Il burnout non può essere letto esclusivamente come una difficoltà individuale.

· Il ruolo dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro.

· Carichi eccessivi o prolungati.

· Ambiguità e conflitto di ruolo.

· Scarsa autonomia.

· Mancanza di riconoscimento.

· Relazioni problematiche.

· Leadership disfunzionale.

· Iperconnessione e cultura "always on".

· Confini sempre più fragili tra lavoro e vita personale.


 

5. Approccio psicologico e strategico: prevenire, intervenire, rilanciare

La dimensione psicologica

Alcuni schemi personali possono amplificare la vulnerabilità allo stress:

· "Devo farcela sempre."

· "Non posso dire di no."

· "Non posso deludere."

· "Se non rendo, non valgo."

· "Chiedere aiuto significa essere debole."

· "Devo avere tutto sotto controllo."

La prospettiva cognitivo-costruttivista

Non osservare soltanto il comportamento, ma comprendere il significato che la persona attribuisce al lavoro, al successo, all'errore e al proprio ruolo professionale.

Prevenzione primaria

Agire sul contesto prima che emerga il problema:

· organizzazione del lavoro;

· leadership;

· cultura aziendale;

· chiarezza dei ruoli;

· carichi sostenibili;

· autonomia e responsabilità

Prevenzione secondaria

Riconoscere i segnali precoci:

· ascolto;

· formazione manageriale;

· assessment;

· momenti strutturati di confronto;

· consulenza psicologica.

Intervento e rilancio

Quando il disagio è già presente:

· supporto psicologico qualificato;

· psicoterapia quando necessaria;

· ridefinizione delle condizioni di lavoro;

· recupero delle risorse;

· ricostruzione del significato professionale;

· prima della funzione esiste la persona.


7. Q&A

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