1. Dallo stress lavoro-correlato al burnout: comprendere il confine
· Lo stress come risposta fisiologica e adattiva alle richieste dell'ambiente.
· Quando la pressione può essere funzionale alla prestazione.
· Quando lo stress perde la sua funzione adattiva e diventa cronico.
· Sovraccarico, mancanza di recupero, scarsa autonomia, conflitto di ruolo e perdita di senso.
· Differenza tra:
o stress; stanchezza; sovraccarico temporaneo; burnout.
· Il burnout come processo progressivo e non come evento improvviso.
2. Le tre dimensioni del burnout
Esaurimento emotivo.
Progressiva sensazione di non avere più energie sufficienti per sostenere le richieste lavorative.
· Affaticamento mentale ed emotivo: Difficoltà a recuperare.
· Irritabilità
· Riduzione della concentrazione.
· Sensazione di essere "svuotati".
Depersonalizzazione
· Progressivo distacco emotivo dal lavoro e dalle persone.
· Cinismo.
· Freddezza relazionale.
· Irritabilità.
· Riduzione dell'empatia.
· Tendenza a vivere persone, clienti o collaboratori come problemi anziché come individui.
· Lavorare sempre più "in automatico".
Ridotta realizzazione professionale
· Progressiva perdita della percezione di efficacia e del valore del proprio contributo.
· Sensazione di non essere più capaci come prima.
· Riduzione della soddisfazione professionale.
· Perdita di motivazione.
· Percezione di inutilità del proprio lavoro.
· Disinvestimento.
3. I segnali precoci: riconoscere il burnout prima del burnout
Segnali cognitivi
· Difficoltà di concentrazione.
· Indecisione.
· Errori insoliti.
· Riduzione della creatività.
· Pensiero continuamente centrato sul lavoro.
Segnali emotivi
· Frustrazione.
· Perdita di entusiasmo.
· Sensazione di impotenza.
Segnali comportamentali
· Iper-lavoro.
· Riduzione delle pause.
· Isolamento.
· Maggiore conflittualità
Segnali organizzativi
· Assenteismo e presenteismo.
· Turnover.
· Errori.
· Conflitti.
· Riduzione della collaborazione.
· Calo dell'iniziativa.
4. Il costo invisibile: quando il burnout diventa un problema organizzativo
· Il burnout non può essere letto esclusivamente come una difficoltà individuale.
· Il ruolo dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro.
· Carichi eccessivi o prolungati.
· Ambiguità e conflitto di ruolo.
· Scarsa autonomia.
· Mancanza di riconoscimento.
· Relazioni problematiche.
· Leadership disfunzionale.
· Iperconnessione e cultura "always on".
· Confini sempre più fragili tra lavoro e vita personale.
5. Approccio psicologico e strategico: prevenire, intervenire, rilanciare
La dimensione psicologica
Alcuni schemi personali possono amplificare la vulnerabilità allo stress:
· "Devo farcela sempre."
· "Non posso dire di no."
· "Non posso deludere."
· "Se non rendo, non valgo."
· "Chiedere aiuto significa essere debole."
· "Devo avere tutto sotto controllo."
La prospettiva cognitivo-costruttivista
Non osservare soltanto il comportamento, ma comprendere il significato che la persona attribuisce al lavoro, al successo, all'errore e al proprio ruolo professionale.
Prevenzione primaria
Agire sul contesto prima che emerga il problema:
· organizzazione del lavoro;
· leadership;
· cultura aziendale;
· chiarezza dei ruoli;
· carichi sostenibili;
· autonomia e responsabilità
Prevenzione secondaria
Riconoscere i segnali precoci:
· ascolto;
· formazione manageriale;
· assessment;
· momenti strutturati di confronto;
· consulenza psicologica.
Intervento e rilancio
Quando il disagio è già presente:
· supporto psicologico qualificato;
· psicoterapia quando necessaria;
· ridefinizione delle condizioni di lavoro;
· recupero delle risorse;
· ricostruzione del significato professionale; · prima della funzione esiste la persona. 7. Q&A