PPWR: dal 12 agosto 2026 nuove regole per l'imballaggio industriale. È il momento di verificare la propria posizione

15/07/2026

Il 12 agosto 2026 entra in piena applicazione il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, noto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation). A differenza delle direttive precedenti, si tratta di un regolamento europeo: si applica direttamente in tutti gli Stati membri, senza bisogno di leggi nazionali di recepimento, e riguarda anche gli imballaggi industriali e da trasporto — non solo il packaging alimentare o di consumo.
Per le aziende che producono o utilizzano imballaggi, questo significa nuovi obblighi concreti e scadenze ravvicinate.

Cosa cambia, in breve

Dal 12 agosto 2026 ogni imballaggio immesso sul mercato dovrà essere accompagnato da un fascicolo tecnico e da una Dichiarazione di Conformità specifica, distinta da quella del prodotto anche quando il macchinario ha già la marcatura CE. Chi immette imballaggi sul mercato con il proprio marchio è considerato "fabbricante" ai sensi del regolamento, con precisi obblighi di tracciabilità, marcatura e documentazione — un tema che si complica ulteriormente per i gruppi con sedi in più Paesi UE ed extra-UE, dove va stabilito caso per caso chi assume quale ruolo giuridico.

Dal 12 agosto 2028 arriverà l'etichettatura armonizzata europea per gli imballaggi riutilizzabili, con pittogrammi uniformi per la raccolta differenziata (gli imballaggi da trasporto puro sono in gran parte esclusi, ma non l'e-commerce).

Dal 2030 iniziano a scattare i vincoli più impattanti sul piano industriale, distribuiti su un percorso a tappe: i requisiti di progettazione per la riciclabilità si applicano dal 1° gennaio 2030, il requisito del "riciclo su scala" dal 1° gennaio 2035, mentre dal 1° gennaio 2038 gli imballaggi sotto la classe B di riciclabilità non potranno più essere immessi sul mercato. Sullo stesso orizzonte si collocano le percentuali minime di contenuto riciclato (prima soglia dal 2030, target più stringenti dal 2040) e i limiti allo spazio vuoto.
Punto particolarmente rilevante per il settore industriale e del trasporto: almeno il 40% degli imballaggi da trasporto (pallet, casse, contenitori) dovrà essere riutilizzabile dal 1° gennaio 2030, con un traguardo del 70% dal 2040 — quest'ultimo formulato come impegno "ad adoperarsi", quindi meno stringente dell'obbligo 2030.

Perché conviene muoversi ora

Le scadenze sembrano lontane, ma la parte più impegnativa del lavoro — mappare tutti gli imballaggi utilizzati, capire chi in azienda ha quale ruolo giuridico, raccogliere i dati tecnici dai fornitori di materiali — richiede tempo, soprattutto per le aziende strutturate con più stabilimenti e filiere di fornitura articolate. Chi aspetta l'estate 2026 per iniziare rischia di trovarsi a rincorrere la scadenza con dati incompleti.
Anche le aziende che pensano di non essere toccate dal PPWR perché non producono beni di consumo confezionati dovrebbero verificarlo: il regolamento si applica infatti anche agli imballaggi da trasporto e industriali — casse, pallet, gabbie, film, reggette — utilizzati per spedire macchinari e componenti, in Italia come verso l'estero.

Cosa possiamo fare insieme

Il nostro supporto parte da un primo assessment mirato: mappatura del portafoglio imballaggi, individuazione dei ruoli giuridici per ciascuna sede e ciascun flusso (Italia, UE, extra-UE), e impostazione degli strumenti — questionari fornitori, fascicoli tecnici, dichiarazioni di conformità — necessari per rispondere in modo ordinato e documentato agli obblighi già in vigore da agosto 2026.
Se volete capire in modo concreto quali dei vostri imballaggi sono coinvolti, quali scadenze vi riguardano davvero e da dove conviene iniziare, siamo a disposizione per un primo confronto senza impegno.
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