Nuovi obblighi sulla parità e trasparenza retributiva: cosa cambia per le imprese italiane

07/05/2026

Il recente decreto di recepimento della direttiva europea (UE) 2023/970 in materia di parità retributiva introduce importanti novità per le imprese italiane, con particolare impatto sulle organizzazioni con più di 50 dipendenti. Il provvedimento si inserisce nel più ampio quadro delle politiche volte a rafforzare la trasparenza salariale e a ridurre il divario retributivo di genere, imponendo nuovi obblighi informativi e strumenti di monitoraggio.

In particolare, le aziende saranno chiamate a integrare tali disposizioni all’interno dei propri sistemi di gestione della parità di genere, adottando criteri più stringenti nella valutazione delle politiche retributive e nelle procedure di rendicontazione. Ciò comporta una revisione dei processi interni, al fine di garantire l’equità salariale tra lavoratori e lavoratrici che svolgono mansioni equivalenti o di pari valore.

Tale direttiva implicherà, in modo ancora più rilevante, la necessità di rivedere come le imprese intervengono sui propri processi aziendali, dalla loro progettazione alla loro implementazione e monitoraggio, richiedendo approcci più strutturati, trasparenti e tracciabili, in linea con i principi di non discriminazione e parità retributiva.

Le organizzazioni che hanno già adottato la prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022 per la certificazione della parità di genere si trovano in una posizione di vantaggio significativo. Tale standard richiede infatti l'implementazione di sistemi strutturati di monitoraggio retributivo, l'analisi dei differenziali salariali e la definizione di politiche trasparenti di gestione delle risorse umane: elementi che coincidono in larga misura con quanto il decreto andrà a rendere obbligatorio. Per queste aziende, il percorso di adeguamento risulterà quindi più snello, potendo valorizzare gli strumenti e i processi già in essere, e trasformando un adempimento normativo in un'ulteriore conferma del proprio impegno verso l'equità organizzativa.

Il decreto assume inoltre rilevanza nell’ambito della reportistica ESG, dove i temi sociali, tra cui la parità di trattamento e la trasparenza retributiva, rivestono un ruolo sempre più centrale.
Le imprese dovranno quindi assicurare coerenza tra gli adempimenti normativi e le informazioni comunicate agli stakeholder, rafforzando al contempo la propria accountability e reputazione.

Alla luce di tali evoluzioni normative, si rende opportuno per le aziende interessate avviare tempestivamente un percorso di adeguamento, anche attraverso un’analisi approfondita delle politiche retributive e dei sistemi di governance adottati.

Per ulteriori informazioni e ricevere supporto nell’implementazione delle nuove disposizioni, vi invitiamo a contattarci.
 
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