MindSIGHT — Comprendere prima di cambiare.

Ci sono momenti in cui un’organizzazione sembra parlare con due voci: una ufficiale, che racconta obiettivi, strategie e valori; e un’altra sommessa, che emerge nei corridoi, nei silenzi delle riunioni, nei messaggi non letti. È in questa seconda voce che spesso si nasconde il vero stato di salute di un’azienda.
Negli ultimi decenni la psicologia del lavoro ha mostrato come la performance non dipenda solo da competenze o incentivi, ma da un insieme di costrutti invisibili: rappresentazioni, convinzioni, aspettative reciproche. George Kelly — padre della psicologia dei costrutti personali — sosteneva che ogni persona è come uno “scienziato” che costruisce ipotesi sul mondo e le verifica con l’esperienza. Anche nelle organizzazioni accade lo stesso: i leader, i team, gli individui agiscono in base alle mappe di significato che si sono costruiti, non in base ai dati che ricevono.
Quando queste mappe diventano rigide o incoerenti, il sistema perde flessibilità. Si generano sintomi: ansia, conflitti, demotivazione, oppure una sorta di “accelerazione difensiva” — fare sempre di più per non sentire la fatica di non capire dove si sta andando. È il punto in cui molte aziende chiamano un consulente, pensando di avere un problema di comunicazione o di engagement, mentre il problema reale è di significato: le persone non riconoscono più sé stesse nelle narrazioni organizzative.
Da questa riflessione nasce MindSIGHT, un modo di osservare le dinamiche organizzative che integra psicologia, psicoterapia del lavoro, coaching e sviluppo manageriale. Il suo presupposto è semplice: non si cambia un comportamento se non si comprende prima la logica interna che lo sostiene.
MindSIGHT non cerca di “aggiustare” le persone, ma di comprendere le relazioni tra ciò che pensano, ciò che sentono e ciò che fanno nei contesti in cui operano.

Il lavoro come esperienza di costruzione di sé

L’esperienza lavorativa non è mai solo un insieme di compiti. È un contesto di costruzione identitaria: attraverso il lavoro costruiamo il senso di chi siamo. Quando un’azienda attraversa un cambiamento — una fusione, un nuovo vertice, una ristrutturazione — le persone non reagiscono solo al mutamento operativo, ma devono ricostruire la propria narrazione. È qui che nasce la fatica più sottile, quella che spesso viene etichettata come “resistenza al cambiamento” ma che, in realtà, è una normale ricerca di coerenza tra vecchi e nuovi significati.
La psicologia costruttivista ci insegna che l’adattamento non è semplice conformità: è la capacità di revisionare le proprie mappe mentali mantenendo un senso di continuità personale. Quando le organizzazioni sostengono questo processo — attraverso spazi di riflessione, coaching, confronto autentico — la motivazione cresce non per imposizione, ma per ritrovamento di senso.
 

Un nuovo paradigma per la leadership

Oggi la leadership non consiste più nel dare risposte, ma nel generare domande di qualità.
Una delle più potenti è: “Come stiamo costruendo insieme la realtà che stiamo vivendo?
Da questa domanda discende tutto: comunicazione, engagement, benessere, innovazione.
Leader e manager che adottano questo approccio smettono di vedere il comportamento dei collaboratori come “resistenza” e iniziano a leggerlo come informazione: un segnale su come l’organizzazione viene percepita.
È un cambio di paradigma che trova riscontro anche in molte ricerche contemporanee: la fiducia psicologica (Edmondson), l’intelligenza emotiva (Goleman), la sicurezza relazionale (Siegel) sono tutti indicatori di ambienti dove la performance è il risultato naturale di una cultura della comprensione reciproca.

MindSIGHT in pratica

Il metodo si fonda su tre movimenti: Discover, Develop, Deploy.
  • Discover: osservare e comprendere ciò che accade nel sistema umano dell’organizzazione. Non “diagnosticare errori”, ma esplorare significati.
  • Develop: progettare percorsi che permettano alle persone di modificare le proprie mappe cognitive e relazionali, non con la teoria ma con l’esperienza diretta (formazione andragogica, coaching, supervisione).
  • Deploy: consolidare nuovi modelli di interazione e di leadership, traducendo la consapevolezza in pratiche di lavoro quotidiane.
Non si tratta di psicologia applicata “al” business, ma di psicologia “nel” business: il luogo dove emozioni, pensieri e obiettivi economici si intrecciano e si influenzano a vicenda.
 

Uno sguardo al futuro

Nelle prossime uscite di questa newsletter parleremo di:
  • come riconoscere i segnali precoci di burnout nelle figure di leadership;
  • perché la cultura del feedback è spesso vissuta come giudizio e come trasformarla in leva evolutiva;
  • come progettare sistemi di performance che non puniscano l’errore, ma lo usino come fonte di apprendimento.
Ogni tema sarà trattato con un taglio scientifico e applicativo: partiremo da concetti teorici consolidati e li caleremo in situazioni di vita organizzativa, per costruire un ponte concreto tra riflessione e azione.
MindSIGHT è un punto di vista da condividere: la convinzione che la mente umana, se osservata con rispetto e curiosità, sia la risorsa più sostenibile che un’impresa possa coltivare.
Grazie per aver letto questa prima riflessione.
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