Industria 4.0: grandi novità dalla Legge di Bilancio 2020

09/01/2020

La Legge di Bilancio 2020 ha modificato la disciplina dell’iperammortamento Industria 4.0 istituendo un Credito di imposta per le imprese che effettuano a decorrere dal 2020 investimenti in beni strumentali 4.0 (ricompresi nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232). In definitiva i beni agevolabili restano quelli già noti alle imprese a condizione della loro interconnessione e delle caratteristiche tecnologiche obbligatorie (5+2) ma cambia la modalità di incentivo.
La nuova misura di fatto sostituisce quindi gli incentivi previsti dall‘iperammortamento in vigore fino al 31 dicembre 2019.

Il credito d’imposta è in misura variabile in funzione dell’entità degli investimenti in beni materiali strumentali. Sono previsti due scaglioni:
  • il credito d’imposta nella misura del 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • il credito d’imposta nella misura del 20% per investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di 10 milioni di euro.
Non saranno invece incentivati investimenti in beni 4.0 che superano i 10 milioni di euro.
Per investimenti oltre i 300.000 (nella normativa dell’iperammortamento era 500.000) le imprese devono fare redigere un perizia tecnica da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B annessi alla legge n. 232 del 2016 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Il nuovo credito d’imposta è applicabile agli investimenti effettuati a decorrere dal 1º gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.
Per gli investimenti in beni immateriali - Software 4.0 (es: MES, SCADA, sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics, cybersecurity, Gestione della produzione e/o della Supply Chain, etc.) di cui all’Allegato B legge 11 dicembre 2016, n. 232, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro.

PROGESA SpA monitora costantemente l’evoluzione dei provvedimenti legislativi e fornisce supporto alle imprese per orientare le proprie strategie di investimento nonché grazie al proprio Team di Ingegneri Industry 4.0 per redigere l’analisi tecnica e la perizia di conformità.

Per informazioni, assistenza e supporto scrivere a finanza@progesa.com
 
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